La canzone della bua_canzone

La canzone della bua

David Conati Giuliano Crivellente 3-6 anni emozioni

“La canzone della bua” è una canzone originale de Le Mele Canterine dedicata a una delle esperienze più comuni nell’infanzia: piccoli incidenti, graffi, botte e dolori che possono far piangere i bambini e farli sentire più fragili. Con un linguaggio semplice, tenero e rassicurante, il brano racconta questi momenti attraverso una filastrocca musicale facile da ascoltare, cantare e ricordare.

La protagonista è la “bua”, un modo affettuoso e familiare con cui molti bambini indicano un piccolo dolore. Nel testo la bua può arrivare dopo una caduta dal divano, un graffio al ginocchio, una puntura sul dito o un piccolo incidente mentre si mangia. Sono situazioni quotidiane nelle quali il bambino può avere bisogno non solo di una cura, ma soprattutto di conforto e vicinanza.

Il ritornello, costruito sulla ripetizione di “La bua bua bua”, rende la canzone immediatamente riconoscibile e coinvolgente. La musica aiuta così a trasformare un momento spiacevole in un’occasione per esprimere le proprie emozioni, raccontare ciò che è successo e ritrovare gradualmente serenità.

Un elemento centrale del brano è la presenza della mamma, che con un sorriso, un abbraccio e un semplice bacino diventa una figura rassicurante. Il testo valorizza quindi il rapporto affettivo e il bisogno di sentirsi accolti quando qualcosa fa male, senza negare l’emozione del bambino.

Le Mele Canterine utilizzano la musica come strumento per accompagnare i più piccoli nell’apprendimento e nella scoperta delle emozioni. Attraverso il canto, la ripetizione e il gioco, i bambini possono imparare a riconoscere ciò che provano e a comunicarlo agli adulti.

“La canzone della bua” è particolarmente adatta alla scuola dell’infanzia, dove può essere utilizzata per parlare di emozioni, corpo, piccoli incidenti quotidiani e modalità per chiedere aiuto. Il brano offre inoltre un’occasione per sviluppare il linguaggio, la capacità di ascolto e la partecipazione collettiva.

Cantare insieme permette di condividere un’esperienza comune e di scoprire che anche una piccola bua, quando viene raccontata e accompagnata dall’affetto, può fare un po’ meno paura.

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IL TESTO DELLA CANZONE

La bua bua bua bua
La bua bua bua ba
La bua bua bua bua
Con un bacino passerà
Sento la bua
Sento la bua
Sento la bua proprio qua
Ti prego mamma
Dammi un bacino
E la bua sparirà
Scivolo piano
Giù dal divano
Mi son graffiato il ginocchio
Ma arriva mamma
Mi fa un sorriso
E la bua vola via
La bua bua bua bua
La bua bua bua ba
La bua bua bua bua
Con un bacino passerà
Stavo giocando
Con la matita
Che mi ha punto sul ditino
Adesso piango come un bambino
Finche la bua non passerà
Mi mordo il labbro
Mangiando il pane
La bua arriva e mi fa un gran male
Ti prego mamma
Corri vicino
Col tuo bacino passerà
La bua bua bua bua
La bua bua bua ba
La bua bua bua bua
Con un bacino passerà
La bua bua bua bua
La bua bua bua ba
La bua bua bua bua
Con un bacino passerà

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UN'IDEA PER LA SCUOLA

Dove arriva la bua?
Dopo l’ascolto della canzone, l’insegnante può invitare i bambini a indicare e nominare le diverse parti del corpo citate o coinvolte nel brano: ginocchio, dito, labbro. Si può poi parlare delle piccole situazioni quotidiane in cui può capitare di farsi male e di come possiamo chiedere aiuto.
Un’attività semplice consiste nel creare “La scatola delle cure”: i bambini disegnano un cerotto, un abbraccio, un sorriso, un bacino o un’altra immagine che per loro rappresenta qualcosa capace di farli sentire eglio.

La canzone può essere accompagnata da piccoli gesti mimati: toccare delicatamente la parte del corpo indicata, fare una faccia triste quando arriva la “bua” e poi sorridere durante il ritornello. In questo modo la musica diventa uno strumento per riconoscere, esprimere e condividere le emozioni, trasformando un’esperienza quotidiana in un momento di apprendimento giocoso.